
L’adolescenza è la fase del ciclo di vitache comporta il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Può avere durata variabile e, come vedremo, la durata di questa transizione dipende anche dalla cultura di appartenenza. Pur con molte differenze individuali, l’adolescenza è sicuramente per tutti un periodo di grandi cambiamenti, durante il quale vengono messi in discussione equilibri precedenti per trovarne di nuovi. Siamo infatti abituati a rappresentazioni dell’adolescenza come un periodo “tempestoso”, pieno di emozioni forti e difficili da governare. Non è detto che per tutti i ragazzi sia lo stesso, ma cercheremo qui di mettere in evidenza alcuni aspetti tipici dell’adolescenza e dei compiti che l’adolescente si trova ad affrontare.
Il corpo che cambia
Con la pubertàil corpo dell’adolescente subisce profondi cambiamenti fisici, ai quali corrispondono modificazioni psicologiche. E’ quindi tipico, in questa fase di vita, provare sentimenti di inadeguatezza riguardo al proprio corpo, vergognarsi di esso, cercare di nasconderlo o modificarlo.
Per l’adolescente il corpo è centrale e uno dei compiti che si trova ad affrontare è proprio quello di “riappropriarsi” di un corpo nuovo, inizialmente sentito come estraneo. E’ inoltre frequente che l’adolescente parli attraverso il proprio corpo: nel momento in cui vive forti conflitti dei quali è poco consapevole, succede spesso che queste tematiche vengano rappresentate attraverso il corpo. E’ il caso di piercing e tatuaggi, che più che un atto di ribellione, spesso sono sentiti dai ragazzi come modi di esprimere qualcosa di se stessi attraverso modificazioni attive del proprio corpo, sul quale sentono così di poter ancora esercitare un controllo.
Il rapporto coi genitori
Durante l’adolescenza i ragazzi si trovano a dover realizzare una separazionedai genitori, che porti ad una crescitae ad una capacità di essere in una certa misura indipendentida loro. Questo processo è naturalmente molto complesso e comporta sempre un conflittofra il desiderio di mantenere la dipendenza dai genitori e la spinta a separatasi e fare le proprie esperienze nel mondo adulto. Questo conflitto fra il desiderio di restare piccoli e quello di crescere, è presente in diverse forme in tutti gli adolescenti, anche in quelli che apparentemente rifiutano i genitori e si oppongono a loro.
I genitoridurante l’infanzia sono stati sempre visti come perfetti, figure ideali e onnipotenti agli occhi del bambino. Con l’adolescenza ci si trova a dover mettere radicalmente in discussione questa immagine, e l’adolescente può provare un’intensa rabbia, delusione o vergogna verso i genitori, che ora non sono più quelli dell’infanzia. Allo stesso tempo l’adolescente non è più debole e dipendente, ma acquisisce maggiore forza, innanzitutto fisica, e si avvicina ad essere sullo stesso livello del genitore. Si assiste così all’emergere di conflitti coi genitori, spesso intensi e destabilizzanti, ma che in una certa misura sono normali e appartengono a questa fase di vita. Questi conflitti, anche se molto faticosi sia per i genitori che per i figli, sono però fondamentali per permettere la messa in discussione di un ordine precedente e la creazione di un nuovo equilibrio. Gli adolescenti devono mettere in discussione le regoleper poterne negoziare di nuove, per potersi creare un’identitàche sia sentita come propria e non solo un’imitazione di quella dei genitori. Questo non significa necessariamente che i nuovi valori nati da questo processo saranno opposti a quelli dei genitori, ma che una volta usciti dall’adolescenza si potranno sentire questi valorie queste idee come parte della propria identità e risultato di un processo di maturazione personale.
Nuove sfide per gli adolescenti
La fase adolescenziale non è uguale in tutte le epoche e in tutte le culture. Nel pensare agli adolescenti, dobbiamo tenere conto della società in cui vivono, del momento storico che attraversano e delle sfide che si trovano ad affrontare, che magari i loro genitori hanno vissuto diversamente.
Per esempio, nella nostra cultura, si è assistito negli ultimi decenni ad un prolungarsi della durata della fase adolescenziale. Questo periodo, una volta definito dall’essere un momento di passaggio, adesso dura molto più a lungo .
Nel confrontarci con gli adolescenti, infine, ci troviamo molto spesso ad avere a che fare con realtà nuove, che spesso gli adolescenti utilizzano e conoscono meglio degli adulti, come ad esempio le tecnologie digitali, i social networkecc. Diventa quindi fondamentale conoscere queste realtà, ricordandoci sempre di conoscere prima i ragazzi che le utilizzano. Infatti, cercando di evitare un atteggiamento di giudizioo colpa che porterebbe pochi risultati, è sempre di più necessario per i genitori e gli educatori approfondire l’utilizzo di questi mezzi di comunicazione insieme ai ragazzi, mantenendo aperto un dialogoche permetta di capire quale funzione hanno per loro. Dall’altro lato, il contributo degli adulti appare necessario, e spesso anche richiesto dagli stessi ragazzi. Infatti, gli adolescenti spesso sanno utilizzare bene alcuni aspetti pratici dei nuovi dispositivi e mezzi di comunicazione, ma hanno invece molto bisogno di un confronto con gli adulti su come interpretarli, per usarli al meglio e in modo sicuro.
L’adolescenzapone quindi necessariamente nuove sfide ed è proprio la sua caratteristica principale quella di essere diversa, nuova, spiazzante per gli adulti. Il mondo adulto si trova davanti difficoltà nuove, ma anche l’occasione preziosa di rimettersi in discussione, occasione che pochi sanno dare come gli adolescenti.